Passi Scelti della Popolorum Progressio. Paolo VI
Passi Scelti della Popolorum Progressio.
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I popoli della fame interpellano oggi in maniera drammatica i popoli dell'opulenza
La chiesa trasale davanti a questo grido d'angoscia e chiama ognuno a rispondere con
amore all'appello del suo fratello.
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Mentre un'oligarchia gode, in certe regioni, d'una civiltà raffinata, il resto della
popolazione, povera e dispersa, è privata pressoche di ogni possibilità,
e spesso anche costretta a condizioni di vita e di lavoro indegne
della persona umana.
21 Meno Umane: Le strutture oppressive, sia che provengano dagli abusi del possesso che da quelli
del potere, dallo sfruttamento dei lavoratori che dall'ingiustizia delle transazioni.
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Dio ha destinato la terra e tutto ciò che contiene
all'uso di tutti gli uomini e di tutti i popoli,
dimostrando che i beni della creazione devono equalmente affluire nelle mani di tutti,
secondo la regola della giustizia, che è inseparabile dalla carità.
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Il bene comune esige dunque talvolta l'espropriazione se, per via della
loro estensione, del loro sfruttamento esiguo o nullo, della miseria che ne deriva per
le popolazioni, del danno considerevole arrecato agli interessi del paese,
certi possedimenti sono di ostacolo alla prosperità collettiva.
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Si danno certo delle situazioni la cui ingiustizia grida verso il cielo.
Quando poplazioni intere, sprovviste del necessario, vivono in uno stato
di dipendenza tale da impedir loro qualsiasi iniziativa e responsabilità,
e anche ongi possibilità di promozione culturale e di partecipazione alla vita sociale e politica,
grande è la tentazione di respingere con la violenza simili ingiurie alla dignità umana.
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Non si puo combattere un male reale al prezzo di un male più grande.
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Non basta promuovere la tecnica perchè la terra diventi più umana
da abitare.
coloro che sono sulla via dello sviluppo devono imparare dagli errori
di coloro che hanno sperimentato prima tale strada quali sono i pericoli
da evitare in questo campo.
la tecnocrazione di domani può essere fonte di mali non meno temibili che il liberalismo
di ieri.
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Spetta in ultima istanza ai genitori di decidere, con piena cognizione di causa, sul numero
dei loro figli, prendendo le loro responsabilità davanti a Dio, davanti a se stessi, davanti ai figli che già
hanno messo al mondo, e davanti alla comunità alla quale appartengono,
seguendo le esigenze della loro coscienza illuminata dalla legge di Dio
39 Ma, purchè siano salvaguardati questi valori, un pluralismo di organizzazioni
proffessionali e sindacali è ammissibile, e, da certi punti di vista, utile, se serve a proteggere
la libertà e a provocare l'emulazione.
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L'avvenire del mondo sarebbe in pericolo, afferma gravemente il concilio,
se la nostra epoca sono sapesse far emergere dal suo seno degli uomini dotati di sapienza. E
aggiunge: numerosi paesi economicamente poveri, ma ricchi di sapienza potranno
dare un potente aiuto agli altri su questo punto.
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Oggi, nessuno lo può ignorare, sopra interi continenti, innumerevoli sono
gli uomini e le donne torturati dalla fame, innumerevoli i bambini sottonutriti,
al punto che molti di loro muoiono in tenera età, che la crescita fisica e lo sviluppo mentale di parecchi altri
ne restano compromessi, che regioni intere sono per questo condannate al più cupo avvilimento.
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Se è normale che una popolazione si la prima beneficiaria dei doni che le ha fatto la Provvidenza
come dei frutti del suo lavoro, nessun popolo può, per questo, produrre più
e meglio, onde dare da un lato a tutti i suoi componenti un livello di vita veramente umano, e contribuire nel
contempo allo sviluppo solidale dell'umanità.
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Una cosa va ribadita di nuovo: il superfluo dei paesi ricchi deve servire
ai paesi poveri.
La regola che valeva un tempo in favore dei piu vicini deve essere applicata oggi alla totalelità
dei bisognosi del mondo. I ricchi saranno del resto i primi a esserne beneficiati.
Diveramente, la loro avarizia inveterata non potrà che suscitare il giudizio
di Dio e la collera dei poveri, con conseguenze imprevedibili.
E sarebbe da applicare a essi la parabola dell'uomo ricco le cui terre avevano
dato frutti copiosi, e che non sapeva deove mettere al sicuro il suo raccolto:
Dio gli disse: insensato, questa notte stessa ti sarà ritolta.
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Occorre spingersi aconra piu innanzi.
Noi domandiamo a Bombay la costituzione di un grande Fondo mondiale, alimentato da
una parte delle spese militari, onde venire in aiuto ai piu diseredati. Ciò che vale per
la lotta immediata contro la misria vale atresi al livello dello sviluppo.
Solo una collaborazione mondiale, della quale un fondo comune sarebbe
insieme l'espressione e lo strumento, permetterebbe di superare le rivalità
sterili e di sucitare un dialogo fecondo e pacifico tra tutti i popoli.
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Quando tanti popoli hanno fame, quando tante famiglie soffrono la miseria,
quando tanti uomini vivono immersi nell'ignoranza, quando restano da costruire tante
scuole, tanti ospedali, tante abitazioni degne di questo nome,
ogni sperpero pubblico o privato, ogni spesa fatta per ostentazione nazionale o personale, ogni corsa estenuante
agli armamenti diventa uno scandlo intollerabile.
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Le nazioni altamente industrializzate esportano di fatto sopratuto dei manufatti, mentre
le economie poco sviluppata non hanno da vendere che dei prodotti agricoli e delle materie prime.
Di qui le grandi difficoltà cui si trovano di fronte le nazioni da poco industrializzate,
quando devono contare sulle loro esportazioni per equilibrare le lro economie e realizzare i loro
piani di sviluppo. Cosi finisce che i poveri, mentre i ricchi diventano sempre ricchi.
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Il nazionalismo isola i popoli contro il loro vero bene; e risulterebbe particolamente
dannoso là dove la fragilità delle economie nazionali esige invecie la messa in comune degli sforzi, delle conoscenze e dei mezzi
finanziarie, onde realizzare i programmi di sviluppo e intesificare gli scambi commerciali e
culturali.
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Ciò innanzi tutto allo scopo di proteggerli contro la solitudine, il sentimento
d'abbandono, la dipserazione, ma anche per difenderli contro la situazione malsano in cui si
trovano, chi li forza a pragonare l'estrema poverà della loro patria col lusso e lo spreco onde
sono spesso circondati.
E ancora per salvaguardarli dal contagio delle dottrinde eversive e dalle tenazioni aggressive cui li espone il ricordo
di tanta miseria immeritata.
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E' doloroso il pensarlo: numerosi giovani, venuti in paesi più
progrediti per apprendervi la scienza, la competenza e la cultura
che li rendano più attia a servire la loro patria, vi aquistiano
certo una formazione di alta qualità, ma finiscono in non rari casi
col perdervi il senso dei valori spirituali che spesso erano presenti
come un prezioso patrimonio,
nelle civiltà che li avevano visti crescere.
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L'impresa dell sviluppo ravvicinerà i popoli, nelle realizzazioni portate avanti con uno
sforzo comune, se tutti, a cominciare dai governi e dai loro rappresentati
e fino al più umile esperto, saranno animati da uno spirito di amore fraterno
e mossi dal desiderio sincero di costruire una civiltà fondata sulla solidarità mondiale.